Dopo anni passati a ricostruire la storia di Barcon, grazie al prezioso lavoro di Paolo Miotto e Giacinto Cecchetto siamo riusciti ad avere un quadro migliore sugli avvenimenti accaduti nel nostro paese.
Dal 2001 raccogliamo documenti, immagini e testimonianze da poter divulgare attraverso le pagine del sito storico e cercare di ricostruire la storia di Barcon: grazie al prezioso lavoro di ricerca che gli storici hanno pubblicato, abbiamo ora un quadro più definito sulle vicende accadute in paese.
Così abbiamo deciso di andare ad operare sul campo alla ricerca delle tracce degli eventi storici e, approfittando della pausa invernale delle attività agricole, dalla fine del 2024 abbiamo dato inizio al progetto Trovare la Storia.
In accordo con i proprietari dei terreni, svolgiamo delle perlustrazioni nelle nostre campagne alla ricerca di reperti che ci possano indicare in quale parte del paese si sono svolti gli avvenimenti narrati dai documenti.
Con questa operazione riusciamo a trovare le antiche testimonianze della vita e del lavoro dei barconesi oppure le tracce degli eserciti che sono transitati nelle nostre campagne nel corso dei secoli.
Le perlustrazioni nelle nostre campagne viene effettuata confrontandoci con i documenti storici e cercando le tracce delle antiche testimonianze della vita e del lavoro dei barconesi oppure degli eserciti che sono transitati nelle nostre zone nel corso dei secoli.
Un aspetto importante del progetto è la condivisione delle scoperte che emergeranno durante le nostre indagini.
Eventuali ritrovamenti di oggetti significativi dal punto di vista storico o archeologico verranno sottoposti alle autorità competenti, con cui siamo in contatto continuo.
Aggiorneremo questo sito con tutti i nuovi ritrovamenti che riterremo interessanti, così da far partecipi i nostri compaesani delle ultime scoperte che potrebbero completare il quadro storico di Barcon.
Ogni oggetto trovato, per quanto possibile, viene sottoposto ad una pulizia volta a rendere più facile la sua identificazione: tale operazione risulta più o meno profonda a seconda dello stato di conservazione del reperto o delle necessità di indagine sulla sua natura.
Segue un’indagine, effettuata su libri o sul web, per determinare la natura e la datazione dell’oggetto e la sua collocazione all’interno della storia di Barcon.
Può succedere che indagini successive possano far emergere ulteriori dati che portino a modificare la prima identificazione.
Tutti gli oggetti rinvenuti e ritenuti di particolare interesse storico, vengono registrati catalogando il luogo in cui sono stati ritrovati. In questo modo, se riusciamo a collegare i reperti a determinate vicende storiche, contiamo di posizionare i fatti narrati dai documenti nel punto ragionevolmente esatto in cui sono avvenuti.
Finora abbiamo potuto recuperare una buona mole di oggetti metallici ma, com’era prevedibile, la maggior parte sono inerenti alle attività che i contadini per secoli hanno compiuto nei campi: vecchi chiodi ed oggetti ferrosi che provengono probabilmente dalle attrezzature agricole utilizzate: aratri, carri, ecc.
Da ogni appezzamento che abbiamo indagato sono emersi dei frammenti di un oggetto che dopo una breve ricerca è risultato essere un ferro bovino: risalente a prima della meccanizzazione dell’agricoltura, testimonia l’impiego dei buoi nella lavorazione dei terreni.
Alcuni dei reperti ritrovati non appartengono oggettivamente al mondo agricolo e di altri pensiamo di poter escludere la provenienza dalle attività o dai possedimenti dei barconesi: sembrano più legati alle vicende storiche che si sono svolte nel nostro paese nel corso dei secoli.
Molti dei reperti rinvenuti non molto distante dall’antico brolo dei Pola, possiamo farli risalire all’attività dei reparti militari che nel corso dei secoli approfittarono delle vaste praterie che caratterizzavano il paesaggio di Barcon.
Alcuni dei bottoni trovati dovrebbero essere appartenuti alle truppe del 9° Battaglione del Reggimento York e Lancaster che, prima di raggiungere il fronte del Piave a Ciano, fece tappa nelle nostre campagne.
Straordinario è stato il ritrovamento in questo settore di uno stemma di elmetto da mitragliere perso il 12 ottobre 1918 da un fante del 151° reggimento della Brigata meccanizzata Sassari.
Durante la seconda guerra mondiale nelle campagne orientali erano state edificate le “baracche” del distaccamento della Marina Repubblicana ed è documentato uno scontro a fuoco tra i marinai ed i partigiani: è probabile che alcuni ritrovamenti risalgano a quel periodo.
Con il successivo ritrovamento di reperti militari, alcuni oggetti precedentemente rinvenuti nella stessa zona (di cui era stato impossibile determinarne utilizzo e provenienza) possiamo verosibilmente attribuirli al passaggio o all’accampamento di truppe avvenuto in quei terreni.
È poco probabile che i poveri contadini avessero addosso del denaro mentre lavoravano i terreni.
Abbiamo comunque trovato delle monete in aperta campagna e la maggior parte presenta purtroppo uno stato di conservazione alquanto precario.
Le monete più antiche, di origine veneziana, potrebbero essere appartenute ai soldati delle cernide, la moneta napoleonica potrebbe risalire alle truppe francesi di stanza a Castelfranco che, bisognose di ingenti quantità di fieno per la cavalleria, effettuarono razzie in tutta la castellana ed anche a Barcon.
Invece i centesimi dei Re d’Italia potrebbero essere appartenuti ai reparti che stanziarono a Barcon durante la Prima Guerra Mondiale.
Le medaglie o medagliette votive e i crocifissi rappresentano una simbologia devozionale verso le figure sante del cristianesimo. Fabbricate in varie tipologie di metalli, più o meno preziosi, in genere venivano acquistate dai fedeli che si recavano nei luoghi di pellegrinaggio costituiscono un settore importante nell’ambito della produzione d’arte sacra minore.
In passato era usanza comune tra i contadini quella di seppellire le medaglie votive nei campi per propiziare la buona riuscita dei raccolti.
Storicamente il sigillo di piombo doganale, conosciuto anche come piombino, veniva impiegato come mezzo per autenticare i sistemi di chiusura di contenitori di vario genere: era un modo per garantire l’integrità del contenuto, la provenienza delle merci e rappresentava un segno di identificazione del suo titolare e delle sue proprietà.
Durante le nostre ricerche abbiamo trovato diversi piombini, ma finora non siamo riusciti a datare i reperti.
Nel documento sottostante abbiamo raccolto i reperti più significativi che abbiamo trovato, cercando di classificarli e datarli: se hai maggiori notizie riguardanti gli oggetti ritrovati non esitare a contattarci.
Le nostre indagini vengono effettuate esclusivamente all’interno del territorio di Barcon con lo scopo di scoprire dove sono accaduti i fatti riportati dagli storici.
Contattaci qualora dalla tua campagna barconese fossero emersi degli oggetti e volessi condividerne il ritrovamento con noi, potremo cercare di verificare la loro collocazione nella storia paesana e indagare sulle vicende successe nei tuoi terreni.
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